ecco perchè le tesi del 'documentario' non reggono....
"E’ impossibile che si sia realizzato un meccanismo di trasformazione di schede bianche in schede votate attraverso il sistema che individua Deaglio. I dati che il ministero dell’Interno rende pubblici la notte dello scrutinio sono dati che non nessun tipo di valore giuridico. Gli unici dati che hanno valore giuridico rispetto alla proclamazione degli eletti sono quelli forniti dalle corti d’Appello e poi dalla Cassazione. In ogni caso i dati arrivano al ministero attraverso le prefetture. Nei seggi ci sono gli scrutini, il presidente del seggio compila un verbale. Nel verbale ci sono il numero delle schede bianche, nulle, contestate e il numero dei voti attribuiti a ciascuna lista in concorrenza. Le schede vengono sigillate in plichi diversi, verbale e plichi con le schede vanno alla Corte d’Appello. Una copia del verbale va all’ufficio elettorale del comune, che fa le somme da tutti i verbali di seggio che gli arrivano e li trasmette alla prefettura. La prefettura li trasmette per telefono al Viminale. Tutte le trasmissioni descritte avvengono, di solito, via telefono o via fax. Quando i dati arrivano al ministero, il ministero usa un computer per fare i totali. Se nel computer del ministero fosse stato installato un software che avesse trasformato una parte delle schede bianche in voti per una coalizione a distanza di una settimana - quanto hanno impiegato le corti d’Appello per fare i loro conteggi, sulla base dei verbali che hanno ricevuto direttamente dai seggi - si sarebbe saputo. Senza contare che tutto il processo fatto dalle corti d’Appello avviene in seduta pubblica, alla quale sono ammessi i candidati e i rappresentati di lista dei singoli partiti, che hanno diritto di parola. Se ci fosse stata, a conteggi effettuati, una difformità tra le bianche contate dalle 26 corti d’Appello e le bianche dichiarate dal ministero dell’Interno, o tra i voti attribuiti a Forza Italia tra ministero e corti d’Appello, si sarebbe vista. Di conseguenza il ministero degli Interni nel proprio computer non poteva avere nessun tipo di software, è un problema di procedura, che è solidissima!"
-articolo apparso su AprileOnLine, la rivista della SINISTRA interna dei Ds, in cui viene intervistata Roberta Lisi, che è la responsabile dell’ufficio elettorale dei Ds-
Mi auguro che adesso sia ancora più chiaro il fatto che Deaglio ha raccontato solo menzogne (e che sono stati veramente pochi a crederci!... forse Beppe Cremagnani...)